Un’idea, un messaggio, un modo di essere
Aktie
Dietro ogni creazione Shiny Duck c’è quasi sempre qualcosa che arriva prima della grafica.
Una frase.
Un’immagine.
Un oggetto.
Un ricordo.
Un dettaglio visto per caso.
Le idee possono nascere praticamente ovunque: da una rivista, da un libro, dalla moda, dall’arte, da una fotografia, da qualcosa che incontro nella vita quotidiana o da un’esperienza personale.
Non mi interessa semplicemente prendere ciò che vedo e riprodurlo.
Mi interessa capire che cosa mi fa pensare, quale collegamento mi suggerisce e come posso trasformarlo in qualcosa che appartenga davvero al mio mondo.
Prima della grafica c’è sempre un’idea
A volte tutto nasce in modo molto semplice.
È successo con Childhood Balloon.
Un palloncino sgonfio trovato per terra mi ha riportata immediatamente all’infanzia, a quanto amavo i palloncini e a quando li legavo al polso per paura che volassero via.
Da lì è nato un pensiero più grande: crescendo, quante volte lasciamo sgonfiare anche sogni, fantasia e immaginazione?
Il palloncino è rimasto un palloncino.
Ma nella mia testa era già diventato qualcos’altro.
Ed è spesso così che nasce una creazione Shiny Duck.
Il mio processo è fatto anche di mani, carta e prove
Prima che una grafica arrivi alla sua forma finale, spesso lavoro in modo molto concreto.
Raccolgo immagini e riferimenti.
Ritaglio fotografie e scritte da riviste.
Provo font.
Disegno sull’iPad.
Costruisco collage.
Sposto elementi, cambio proporzioni, provo colori e composizioni diverse.
È una fase fatta di tentativi, intuizioni e accostamenti.
A volte parto da un’immagine molto chiara.
Altre volte devo costruirla pezzo dopo pezzo finché non assomiglia finalmente a ciò che avevo immaginato.
Rita descrive infatti il proprio processo come un insieme di collage, ritagli, disegni, font, texture e prove di composizione, prima di arrivare alla forma definitiva della grafica.
E l’intelligenza artificiale?
Fa parte del mio processo creativo, ma non è il punto da cui parte.
L’idea, il messaggio e il significato che voglio raccontare esistono prima.
Utilizzo l’intelligenza artificiale soprattutto come strumento di elaborazione e rifinitura: può aiutarmi ad armonizzare alcuni elementi, perfezionare un’immagine o portarla verso una resa adatta alla stampa.
Ma non decide che cosa voglio dire.
La scelta degli elementi, il concetto, il significato e la direzione creativa partono da me.
Per me è uno strumento, proprio come possono esserlo una fotografia, un programma grafico, un iPad o un ritaglio di giornale.
Non basta che sia bella
Una grafica può essere bellissima.
Ma se non mi dice niente, per me non è ancora Shiny Duck.
Quello che cerco è quel momento in cui immagine e significato iniziano a funzionare insieme.
È lì che una papera può diventare un simbolo di trasformazione.
Un colore può parlare di identità.
Un cuore congelato può raccontare il bisogno di proteggersi.
Una confezione farmaceutica può trasformarsi in un promemoria di amor proprio.
Le immagini sono il mezzo.
Il messaggio è quello che voglio lasciare.
Poi arriva la T-shirt
Quando la grafica è pronta, viene adattata al prodotto, verificata nelle proporzioni e preparata per la stampa.
Le T-shirt Shiny Duck vengono realizzate con stampa DTG, Direct to Garment, quindi la grafica viene stampata direttamente sul tessuto.
Ed è in quel momento che un’idea nata magari da un oggetto trovato per strada, da una frase o da un ricordo diventa finalmente qualcosa che puoi indossare.
Per me è questa la parte più bella.
Vedere un pensiero diventare immagine.
E poi vedere quell’immagine diventare qualcosa che può parlare anche a qualcun altro.
Un’idea.
Un messaggio.
Un modo di essere.
Questo, per me, è Shiny Duck.